2,4 GHz, 5 GHz e 6 GHz: differenze reali, vantaggi e limiti

Quando un dispositivo mostra tre possibilità diverse — 2,4 GHz,
5 GHz e 6 GHz — è facile pensare che si tratti semplicemente
di scegliere la banda più veloce. In realtà, dietro quei numeri
si nascondono caratteristiche radio molto differenti, capaci
di cambiare profondamente copertura, capacità e comportamento
di una rete Wi-Fi.

La frequenza influenza il modo in cui il segnale si propaga,
attraversa gli ostacoli e condivide lo spettro con le reti vicine.
Influenza anche il numero di canali disponibili, la possibilità
di riutilizzarli, la larghezza di banda utilizzabile e persino
il modo in cui deve essere progettata la disposizione degli
Access Point.

Per questo chiedersi quale sia la banda “migliore” è quasi sempre
la domanda sbagliata. Una WLAN moderna non dovrebbe scegliere
una frequenza vincitrice, ma utilizzare ogni banda nel contesto
per cui offre il miglior compromesso.

Cosa cambia realmente quando cambia la frequenza

Una rete Wi-Fi utilizza onde elettromagnetiche per trasportare
informazioni tra Access Point e client. Quando passiamo
da 2,4 GHz a 5 GHz e poi a 6 GHz non stiamo semplicemente
cambiando un numero nella configurazione della radio:
stiamo lavorando in porzioni differenti dello spettro.

Questo modifica diversi aspetti del collegamento. Cambia
il comportamento della propagazione, cambia la quantità
di spettro disponibile e cambia la facilità con cui possiamo
creare celle radio separate tra loro.

La banda 2,4 GHz tende generalmente a propagarsi meglio
a parità di altre condizioni. La 5 GHz mette a disposizione
una quantità maggiore di risorse radio. La 6 GHz amplia
ulteriormente lo spettro disponibile per i dispositivi
compatibili e permette di costruire reti molto interessanti
dal punto di vista della capacità.

Ma nessuna di queste caratteristiche dovrebbe essere interpretata
isolatamente.

La banda migliore non è quella che raggiunge più metri
o quella che mostra il PHY rate più alto.
È quella che permette alla rete di soddisfare
i requisiti reali del progetto.

2,4 GHz: la banda che arriva lontano, ma dispone di poco spazio

La banda 2,4 GHz accompagna il Wi-Fi da moltissimo tempo
ed è ancora presente praticamente in ogni infrastruttura
wireless. È supportata da un numero enorme di dispositivi
e rimane particolarmente importante per apparecchi IoT,
sistemi legacy e client che non dispongono di radio
più moderne.

Uno dei suoi vantaggi più evidenti è la propagazione.
In molti ambienti indoor il segnale a 2,4 GHz può raggiungere
distanze superiori rispetto alle bande più alte e può mantenere
livelli ricevuti maggiori dopo l’attraversamento di alcuni
ostacoli.

Questo comportamento può sembrare ideale, ma in una WLAN
enterprise una cella molto grande non rappresenta
necessariamente un vantaggio.

Più dispositivi possono ascoltare la stessa radio e più celle
possono interferire o contendersi il medesimo spettro.
Inoltre la quantità complessiva di spettro disponibile
nella banda 2,4 GHz è relativamente limitata.

Di conseguenza, quando aumentano gli Access Point e la densità
degli utenti, diventa più difficile riutilizzare i canali
senza creare ampie aree di sovrapposizione.

Il punto importante:
una maggiore portata non significa automaticamente
una rete migliore. In un progetto ad alta densità,
celle troppo estese possono aumentare la contesa
e ridurre l’efficienza complessiva.

Il vero limite della 2,4 GHz è lo spettro

Il problema principale della banda 2,4 GHz non è che sia
“vecchia”. Il problema è che dispone di poche risorse radio
rispetto alle esigenze delle WLAN moderne.

Quando numerosi Access Point devono servire un edificio,
gli stessi canali devono essere riutilizzati frequentemente.
Se celle sullo stesso canale riescono a sentirsi reciprocamente,
entrano a far parte dello stesso dominio di contesa.

In un piccolo appartamento questo può essere poco rilevante.
In un grande ufficio con decine di Access Point può diventare
un elemento determinante del progetto.

A questo si aggiunge il fatto che la banda 2,4 GHz è utilizzata
anche da numerosi dispositivi non Wi-Fi. L’ambiente RF può quindi
essere più complesso e meno prevedibile.

Per questo, nelle infrastrutture enterprise, la banda 2,4 GHz
viene spesso trattata come una risorsa da utilizzare
con attenzione, piuttosto che come il punto di riferimento
principale della rete.

5 GHz: il compromesso che ha trasformato le WLAN enterprise

La banda 5 GHz ha rappresentato per anni il centro
della progettazione Wi-Fi professionale.

Il motivo non è soltanto la possibilità di raggiungere
velocità superiori. La caratteristica realmente importante
è la maggiore quantità di spettro disponibile rispetto
alla 2,4 GHz.

Più spettro significa maggiore possibilità di creare canali
distinti, separare le celle e riutilizzare le frequenze
in modo più efficiente.

Questo offre al progettista molta più libertà quando deve
distribuire numerosi Access Point all’interno dello stesso
edificio.

La propagazione è generalmente più contenuta rispetto
alla 2,4 GHz. Da un punto di vista puramente intuitivo
potrebbe sembrare uno svantaggio, ma negli ambienti densi
può essere esattamente ciò che serve.

Celle più controllate permettono infatti di riutilizzare
più rapidamente i canali e di ridurre l’area nella quale
dispositivi differenti devono condividere lo stesso airtime.

Quando una cella più piccola è un vantaggio

Immaginiamo due Access Point collocati in zone differenti
dello stesso piano.

Se entrambi trasmettono su un canale che si propaga molto lontano,
un numero elevato di client potrebbe riuscire a sentire
entrambe le celle.

Questo aumenta la probabilità che lo stesso canale debba essere
condiviso su una porzione molto grande dell’edificio.

Una propagazione più contenuta può invece favorire il riutilizzo
dello spettro, purché la copertura rimanga adeguata
per i dispositivi che devono utilizzare il servizio.

È uno dei motivi per cui nella progettazione professionale
non si cerca necessariamente di massimizzare la portata
di ogni singolo Access Point.

Una buona rete Wi-Fi non è composta da Access Point
che trasmettono il più lontano possibile.
È composta da celle con dimensioni coerenti
con il piano radio e con la capacità richiesta.

6 GHz: più spettro per una nuova generazione di reti Wi-Fi

L’introduzione della banda 6 GHz ha rappresentato
uno dei cambiamenti più significativi nella storia recente
del Wi-Fi.

Il motivo è semplice: invece di cercare di ottenere ancora
più capacità all’interno delle stesse frequenze già molto
utilizzate, viene resa disponibile una nuova porzione
di spettro per i dispositivi compatibili.

È questo il principio alla base del Wi-Fi 6E
e uno degli elementi centrali delle reti Wi-Fi 7.

La disponibilità effettiva dello spettro e le condizioni
di utilizzo dipendono naturalmente dalla normativa
del Paese in cui viene realizzata l’infrastruttura.
Dal punto di vista progettuale, però, il concetto rimane
estremamente interessante: più spettro significa
più possibilità di creare canali separati e ridurre
la necessità di riutilizzare continuamente le stesse frequenze.

Il vero vantaggio della 6 GHz non è soltanto la velocità

Quando si parla di 6 GHz, l’attenzione si concentra spesso
sulle prestazioni massime.

In realtà il beneficio più interessante per un wireless engineer
è spesso un altro: la possibilità di lavorare in una porzione
di spettro meno congestionata e con maggiore libertà
nella pianificazione dei canali.

Questo può cambiare profondamente il capacity planning,
soprattutto negli ambienti con molti utenti.

Invece di forzare numerose celle all’interno di una quantità
limitata di spettro, possiamo distribuire una parte del traffico
su una banda aggiuntiva.

Naturalmente questo vantaggio esiste soltanto per i client
che supportano realmente la 6 GHz. Un’infrastruttura modernissima
non può trasformare un dispositivo legacy in un client
compatibile con una nuova banda.

Più saliamo in frequenza, più dobbiamo progettare con attenzione

In termini generali, aumentando la frequenza aumenta anche
la perdita di propagazione in spazio libero a parità
di distanza e condizioni.

Negli ambienti reali la situazione è ancora più complessa,
perché entrano in gioco pareti, vetri, arredi, scaffalature,
persone e materiali con caratteristiche elettromagnetiche
differenti.

Non è corretto dire semplicemente che “la 6 GHz non attraversa
i muri”. La realtà è molto più sfumata.

Ogni materiale introduce un’attenuazione che dipende
dalla frequenza, dalla struttura e dallo spessore.
In molti casi le frequenze superiori subiscono perdite maggiori,
ma l’effetto deve essere valutato nel contesto dell’ambiente reale.

Una parete in cartongesso non si comporta come una parete
in cemento armato. Un vetro normale non si comporta come
un vetro trattato con rivestimenti metallici.

Ed è proprio per questo che le tabelle teoriche di attenuazione
non possono sostituire completamente le misure sul campo.

Anche pochi dB possono cambiare la geometria della rete

Una differenza di alcuni dB può sembrare piccola quando
osserviamo soltanto un numero, ma può modificare in modo
significativo il punto nel quale un client passa
da condizioni radio eccellenti a condizioni marginali.

Questo influenza la dimensione delle celle, la sovrapposizione
tra Access Point e il comportamento di roaming.

Per questo non possiamo progettare una rete 6 GHz
semplicemente copiando le posizioni degli Access Point
di una vecchia infrastruttura 2,4 GHz.

La disposizione esistente può rappresentare un punto di partenza,
ma deve essere verificata rispetto alle caratteristiche
reali dell’ambiente e ai client che utilizzeranno il servizio.

Canali: dove le differenze diventano davvero importanti

La capacità di una WLAN non dipende soltanto dalla potenza
del segnale. Dipende anche da quante risorse radio indipendenti
possiamo utilizzare.

Ed è qui che le differenze tra le bande diventano decisive.

In 2,4 GHz la quantità di spettro disponibile rende necessario
un riutilizzo frequente dei canali. In 5 GHz il progettista
dispone generalmente di maggiore flessibilità. In 6 GHz
la disponibilità di nuovo spettro può aumentare ulteriormente
le possibilità di pianificazione.

Naturalmente il numero effettivo di canali utilizzabili
dipende dal Paese, dalla normativa e dalla configurazione
dell’infrastruttura.

Il concetto progettuale però non cambia:
maggiore disponibilità di spettro significa maggiore possibilità
di separare celle vicine e ridurre il co-channel contention.

20, 40, 80, 160 e 320 MHz: più largo non significa sempre migliore

La larghezza del canale stabilisce quanta porzione di spettro
viene utilizzata da una singola trasmissione.

Aumentando la larghezza possiamo ottenere PHY rate
significativamente superiori, ma consumiamo una quantità
maggiore di spettro.

È lo stesso compromesso che abbiamo analizzato parlando
di

copertura e capacità Wi-Fi
.

Un canale da 80 MHz può essere perfetto in un ambiente
con pochi Access Point e grandi esigenze di throughput
per singolo client. In un ambiente molto denso,
la stessa scelta può ridurre troppo il numero di canali
disponibili per separare le celle.

Le larghezze molto elevate disponibili nelle generazioni
Wi-Fi più recenti devono quindi essere considerate
una possibilità progettuale, non un’impostazione
da attivare automaticamente.

Più MHz significano maggiore capacità potenziale
per singolo collegamento, ma anche maggiore consumo
dello spettro disponibile.

Il progetto deve trovare l’equilibrio corretto.

Interferenza e congestione cambiano da banda a banda

Un’altra differenza importante riguarda ciò che accade
intorno alla nostra rete.

La banda 2,4 GHz viene utilizzata da moltissimi dispositivi
e spesso è popolata da numerose WLAN vicine.
In ambienti urbani o molto densi può essere difficile trovare
una porzione di spettro realmente libera.

La 5 GHz offre generalmente maggiore spazio, ma anche qui
la diffusione delle reti Wi-Fi moderne può creare scenari
di forte utilizzo.

La 6 GHz offre l’opportunità di lavorare in uno spettro
più recente e, soprattutto, dedicato ai dispositivi
che supportano queste nuove modalità operative.

Questo non significa che la 6 GHz sarà per sempre priva
di contesa. Con la crescita del numero di infrastrutture
e client compatibili, anche questa banda verrà utilizzata
sempre più intensamente.

La differenza è che il progettista parte da una quantità
di risorse radio molto più interessante.

Avere meno rumore non significa avere automaticamente più capacità

È importante distinguere ancora una volta rumore,
interferenza e contesa.

Una banda può mostrare un Noise Floor molto basso
e allo stesso tempo diventare inefficiente se numerose celle
utilizzano lo stesso canale.

Allo stesso modo, un client può avere un RSSI eccellente
ma trovarsi su un canale estremamente occupato.

Per questo l’analisi RF deve considerare insieme

RSSI, SNR e Noise Floor
,
ma anche Channel Utilization, retry e distribuzione
dei canali.

La rete può offrire tre bande, ma è il client a decidere cosa usare

Uno degli errori più frequenti è immaginare che l’infrastruttura
abbia il controllo completo sulla banda utilizzata
dal dispositivo.

Nella realtà il client mantiene un ruolo fondamentale.

Il dispositivo decide a quale Access Point associarsi
e quali capacità utilizzare sulla base del proprio chipset,
dei driver, dell’algoritmo di selezione e delle condizioni
radio percepite.

L’infrastruttura può influenzare questo comportamento,
ma non può presupporre che ogni dispositivo scelga sempre
la banda che il progettista considera ideale.

Un notebook moderno può sfruttare 5 GHz e 6 GHz.
Un vecchio sensore IoT potrebbe funzionare soltanto
in 2,4 GHz.

Una rete enterprise deve convivere con entrambi.

La compatibilità dei client può essere più importante della tecnologia dell’Access Point

Installare Access Point Wi-Fi 7 non significa automaticamente
trasformare ogni collegamento in Wi-Fi 7.

La comunicazione viene negoziata sulla base delle capacità
comuni tra infrastruttura e dispositivo.

Se una parte importante della popolazione client supporta
soltanto 2,4 e 5 GHz, la rete dovrà continuare a progettare
e mantenere quelle bande in modo adeguato.

È quindi essenziale conoscere il parco dispositivi
prima di effettuare scelte radicali nella configurazione.

Nelle WLAN enterprise non si progetta soltanto
per gli Access Point installati.
Si progetta soprattutto per i client
che dovranno realmente utilizzare la rete.

Tre bande rendono il roaming più interessante, non più semplice

Il roaming viene spesso descritto come il passaggio
da un Access Point a quello successivo.

In una WLAN moderna la situazione può essere più complessa,
perché il client non deve soltanto scegliere un altro AP:
può anche trovarsi davanti a più bande disponibili.

La geometria delle celle 2,4 GHz può essere diversa
da quella delle celle 5 GHz e ancora diversa
da quella delle celle 6 GHz.

Un client può quindi trovarsi in condizioni RF molto differenti
a seconda della banda osservata.

Questo rende importante progettare correttamente potenze,
soglie, posizionamento degli Access Point e sovrapposizione
tra le celle.

Se una radio 2,4 GHz viene trasmessa con potenza molto superiore
alle altre, per esempio, il client può continuare a percepirla
come utilizzabile anche in aree nelle quali una banda diversa
offrirebbe condizioni complessivamente migliori.

Potenza uguale non significa automaticamente celle uguali

Configurare lo stesso valore di potenza su 2,4 GHz,
5 GHz e 6 GHz non produce necessariamente
celle della stessa dimensione.

La propagazione è differente e anche le caratteristiche
del client cambiano.

Inoltre ciò che interessa davvero non è soltanto
quanto forte il client riceve l’Access Point,
ma anche se l’Access Point riesce a ricevere
correttamente il client.

Il Wi-Fi è una comunicazione bidirezionale.

Una rete nella quale il downlink appare perfetto
ma l’uplink del client è marginale
non è una rete correttamente progettata.

In un ufficio moderno le tre bande possono avere ruoli diversi

Immaginiamo un ufficio nel quale convivano notebook recenti,
smartphone, telefoni Wi-Fi, stampanti e dispositivi IoT.

Sarebbe poco realistico pretendere che tutti utilizzino
la stessa banda.

I dispositivi moderni possono utilizzare 5 GHz e,
quando compatibili, 6 GHz per ottenere maggiore capacità
e utilizzare uno spettro più ampio.

I dispositivi più semplici possono continuare
a utilizzare la 2,4 GHz.

Il risultato è una rete nella quale le bande lavorano insieme
per distribuire client e traffico invece di competere
per essere considerate la frequenza “principale”.

In magazzino la propagazione torna al centro del progetto

Un magazzino racconta una storia diversa.

Scaffalature metalliche, merci, corridoi lunghi e terminali
industriali possono creare un ambiente RF molto complesso.

La maggiore portata della 2,4 GHz può sembrare interessante,
ma potrebbe creare celle molto estese lungo i corridoi.

La 5 GHz può consentire una maggiore separazione
tra le celle, ma richiede una progettazione attenta.

La 6 GHz può offrire ulteriori opportunità,
ma soltanto se i terminali utilizzati la supportano realmente.

In un contesto industriale la compatibilità del client
può quindi diventare più importante
della disponibilità teorica della banda.

Negli ambienti ad alta densità lo spettro diventa il vero patrimonio

In un auditorium, in una sala conferenze o in un grande
spazio pubblico, il problema principale può non essere
far arrivare il segnale.

Potremmo ottenere copertura eccellente con pochi Access Point
e avere comunque una rete incapace di sostenere
il numero di utenti presenti.

Qui la quantità di spettro disponibile diventa decisiva.

La possibilità di distribuire client tra 5 GHz e 6 GHz
e di utilizzare un numero maggiore di canali
può cambiare radicalmente il capacity planning.

È uno dei casi nei quali la nuova banda rappresenta
molto più di un semplice incremento della velocità nominale.

L’errore più comune: scegliere una banda sulla base della velocità

Il primo errore è pensare che la frequenza migliore
sia quella che produce il numero più alto durante uno speed test.

Uno speed test misura il comportamento di un singolo collegamento
in un momento preciso.

Un progetto WLAN deve invece funzionare quando centinaia
di collegamenti condividono lo stesso spettro.

Per questo una configurazione che offre 1 Gbit/s
a un singolo notebook può essere meno efficace
di una configurazione che distribuisce meglio
la capacità tra molti utenti.

Disattivare la 2,4 GHz ovunque non è una strategia universale

In alcuni ambienti può avere senso ridurre fortemente
l’utilizzo della banda 2,4 GHz o disabilitarla
su una parte degli Access Point.

Ma trasformare questa scelta in una regola universale
sarebbe sbagliato.

Se sono presenti sensori, terminali o dispositivi legacy
che dipendono dalla 2,4 GHz, quella banda rimane necessaria.

Il progetto deve quindi partire dall’inventario dei client,
non da una preferenza teorica per una determinata frequenza.

Anche utilizzare sempre la massima larghezza di canale è un errore

Un’altra tentazione è configurare ogni radio
con la larghezza di canale più elevata disponibile.

È comprensibile: i numeri mostrati nelle specifiche
diventano immediatamente più interessanti.

Ma in una rete con molti Access Point,
consumare grandi porzioni di spettro per ogni cella
può ridurre la capacità di riutilizzare i canali.

Il risultato può essere una rete velocissima
quando testata da un singolo client
e molto meno efficiente quando viene utilizzata
contemporaneamente da molti utenti.

Il Wi-Fi Survey mostra come le bande si comportano davvero

La teoria permette di prevedere molti aspetti
della propagazione, ma l’ambiente reale rimane fondamentale.

Un

Wi-Fi Survey professionale

consente di osservare come 2,4 GHz,
5 GHz e 6 GHz si distribuiscono realmente
all’interno dell’edificio.

Possiamo verificare dove diminuisce l’RSSI,
come cambia l’SNR, quali celle si sovrappongono
e dove il piano dei canali crea domini
di contesa troppo estesi.

Possiamo inoltre confrontare il comportamento
delle diverse bande sulle stesse planimetrie
e capire se il progetto teorico
corrisponde all’infrastruttura reale.

Questo è particolarmente importante con la 6 GHz,
perché la sua efficacia non dovrebbe essere valutata
sulla base di supposizioni generiche
sulla propagazione.

Predictive Survey e verifica sul campo devono raccontare la stessa storia

Durante la

progettazione Wi-Fi
,
un Predictive Survey permette di simulare
la propagazione delle diverse radio e definire
una prima strategia di posizionamento.

Dopo l’installazione, il Post-Installation Survey
permette di confrontare quella previsione
con la rete realmente costruita.

Le differenze possono derivare da materiali
non correttamente modellati, variazioni
nell’installazione, caratteristiche degli Access Point
o semplicemente dalla complessità dell’ambiente.

Il progetto diventa realmente affidabile
quando previsione e misura vengono messe in relazione.

La rete migliore non sceglie una banda: le orchestra

Il modo più utile di guardare a 2,4 GHz,
5 GHz e 6 GHz non è considerarli tre concorrenti.

Sono tre risorse con caratteristiche differenti.

La 2,4 GHz può offrire compatibilità molto ampia
e una propagazione favorevole.
La 5 GHz offre un equilibrio estremamente efficace
tra capacità, compatibilità e disponibilità di spettro.
La 6 GHz amplia ulteriormente le possibilità
per le infrastrutture e i client moderni.

Il valore nasce dalla capacità di utilizzare
tutte queste risorse in modo coerente.

Una WLAN professionale non deve chiedersi
quale banda vincerà.
Deve decidere come utilizzare ogni banda
per raggiungere gli obiettivi di copertura,
capacità e qualità del servizio.

Conclusioni

2,4 GHz, 5 GHz e 6 GHz rappresentano molto più
di tre diverse frequenze disponibili nel menu
di configurazione di un Access Point.

Ognuna modifica la geometria delle celle,
la disponibilità dello spettro,
il riutilizzo dei canali e la capacità
complessiva della WLAN.

La 2,4 GHz rimane fondamentale per compatibilità
e determinati scenari, ma la disponibilità
limitata di spettro ne rende complessa
la gestione negli ambienti molto densi.

La 5 GHz continua a rappresentare una risorsa centrale
nelle reti enterprise grazie a una combinazione
molto efficace di spettro, prestazioni
e compatibilità dei dispositivi.

La 6 GHz aggiunge una nuova dimensione
alla progettazione wireless,
offrendo più risorse ai dispositivi compatibili
e aprendo nuove possibilità per il capacity planning.

Ma nessuna banda può essere progettata correttamente
senza considerare client, applicazioni, ambiente,
propagazione e densità.

La scelta corretta non nasce quindi dalla ricerca
della frequenza più veloce.

Nasce dalla capacità di capire

quale risorsa radio utilizzare,
in quale punto della rete
e per quale tipo di client.

Domande frequenti su 2,4 GHz, 5 GHz e 6 GHz

È meglio utilizzare 2,4 GHz o 5 GHz?

Non esiste una risposta universale.
La 2,4 GHz offre generalmente maggiore
propagazione e compatibilità,
mentre la 5 GHz mette a disposizione
più risorse radio e permette
una pianificazione più flessibile.
La scelta dipende da ambiente,
client e requisiti della rete.

La 6 GHz è sempre più veloce della 5 GHz?

Non necessariamente. La banda 6 GHz
offre nuove opportunità di spettro
e supporta tecnologie moderne,
ma il throughput reale dipende
anche da larghezza del canale,
condizioni RF, client, MCS,
interferenze e utilizzo della rete.

La 6 GHz attraversa i muri?

Sì, ma generalmente subisce una perdita
maggiore rispetto alle frequenze inferiori
a parità di condizioni. L’attenuazione reale
dipende però dai materiali,
dallo spessore degli ostacoli
e dall’ambiente.

Perché la 2,4 GHz arriva più lontano?

Le frequenze inferiori presentano generalmente
caratteristiche di propagazione più favorevoli
e una minore perdita a parità di condizioni.
Questo può produrre celle più estese,
che però non sono necessariamente
un vantaggio negli ambienti ad alta densità.

Conviene disattivare la 2,4 GHz?

Dipende dal parco dispositivi
e dalla progettazione della rete.
In alcuni ambienti può essere utile
ridurre il numero di radio 2,4 GHz attive,
mentre in altri la presenza di client
legacy o IoT rende questa banda indispensabile.

Canali da 80 o 160 MHz sono sempre migliori?

No. Possono aumentare il throughput
potenziale del singolo collegamento,
ma utilizzano più spettro.
In una rete ad alta densità,
canali più stretti possono consentire
un migliore riutilizzo delle frequenze
e una capacità aggregata superiore.

Per utilizzare la 6 GHz servono dispositivi compatibili?

Sì. Sia l’infrastruttura sia il client
devono supportare la banda 6 GHz.
Un Access Point compatibile non può
far utilizzare quella frequenza
a un dispositivo che dispone soltanto
di radio 2,4 GHz e 5 GHz.

Un Wi-Fi Survey deve misurare separatamente le tre bande?

È importante analizzare il comportamento
delle bande utilizzate dal progetto,
perché possono avere propagazione,
copertura e sovrapposizione
significativamente differenti.
Una misura effettuata su una sola banda
non descrive automaticamente
il comportamento delle altre.

Devi progettare, verificare o analizzare una rete Wi-Fi?

Partiamo dagli ambienti, dai requisiti operativi e dai dati della rete per individuare la metodologia più adatta.

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